Cavalieri

felicità inaspettata.

Devo dire che il “tema” basato sulla felicità mi ha fatto capire il vero significato di questa parola e proprio durante la vacanzina è accaduto un episodio in cui sono stato veramente felice.
Infatti nel giorno dei “gioconi” scelsi di giocare nella squadra di calcio e tutto contento di questa mia scelta, giocai una sola partita come portiere (ruolo che non mi entusiasmava per niente). Conclusa questa partita venni a sapere che la squadra di roverino stava perdendo una partita dopo l’altra e che (vista la folla di persone desiderose di giocare a calcio) sarei dovuto andare in loro aiuto. Inizialmente non le diedi retta e rimasi fisso sulla mia decisione, ma dopo un po’ accettai (un po’ controvoglia) la proposta. Giocando conobbi nuovi amici e mi divertii con loro e nonostante la nostra squadra non trionfò al 100% (non vincemmo tutte le partite) fu in quel momento che provai la vera felicità.
M. da Biella

A chi prometti?

(...) Nel mio gruppo di Cavalieri sono presenti miei amici, con cui mi sento bene, con cui spesso rido e scherzo:(…) sono alcune delle persone con cui mi sento felice, mi sento me stessa. Andare alla Promessa vuol dire, per me, ricordarmi sempre di questi amici perché una Promessa è qualcosa di INDELEBILE. Rimane indelebile anche l’incontro con Gesù che ho fatto per mezzo della compagnia dei Cavalieri, perché è anche grazie a loro se sono riuscita ad andare più in profondità nella mia amicizia vera e sincera con Cristo. Per me questo è molto importante.
Ora volevo ricordare un fatto che mi è successo prima di scrivere questa lettera: qualche giorno fa stavo parlando con mia mamma della Promessa e lei mi chiede: “Lucia, ma tu a chi la fai questa Promessa?” io ho subito risposto: “Ai Cavalieri, mamma!” poi ci ho pensato bene e mi sono detta. “Lucia a chi la fai seriamente la Promessa oltre ai Cavalieri? È una cosa importante!” e dopo aver pensato, ho detto a mia mamma: ”Io questa Promessa la faccio a Gesù.”. Ho detto Gesù perché è Lui che mi ha fatto incontrare i Cavalieri, è Lui che mi ha chiamato e a Lui prometto di esserci sempre. Faccio questa Promessa anche ai miei amici, perché Gesù lo incontro tutti i giorni per mezzo dei miei compagni, dei miei insegnanti, della mia famiglia nella vita quotidiana. Andando alla Promessa facciamo la stessa esperienza che ha fatto Maria quando è stata chiamata da Dio, perché anche lei era nei nostri panni: poteva dire anche di “no”, ma ha detto “sì” perché si FIDAVA.
L. da Torino

Quando uno ha il cuore buono.

"Quando uno ha il cuore buono non ha piú paura di niente, é felice d'ogni cosa, vuole amare solamente"
"Ma tu hai preferito me fra tutti quelli che hai incontrato, fra tutti i figli del creato che hanno abitato la terra, il mare e il ciel"
Frasi che non riesco a scordare dopo l'esperienza bellissima con i Cavalieri.
Frasi che mi rappresentano. Che "capiscono" come mi sento. Felice d'ogni cosa.
"Perché la mia vita si compia e il mondo ti riconosca"
Grazie ancora per questa promessa e per chi l'ha organizzata perché mi ha veramente cambiata.
Grazie
(da Brescia)

Occhi sorridenti.

Roma mi è piaciuta tantissimo e pensare che quando avevate preannunciato che saremmo andati lì per la promessa non è che ne avevo tanta voglia... E con il passare dei giorni ne avevo sempre meno. Poi quando siamo partiti è cambiato tutto non so perché, sono fatta così... Ero felice e gasatissima, non vedevo l'ora di vedere il papa e tutto.
Tra questi 3 giorni ci sono varie cose che mi hanno colpita... Una è stata quando eravamo nel parco a giocare e Giovanni ci ha presentato Nicolai (un mendicante conosciuto poco prima). Diciamo che a prima vista non mi aveva fatto una buona impressione... Poi Gio ci ha detto che era diventato un suo amico perché anche lui aveva bisogno, e nel bisogno ci si scopre.... Allora aveva chiesto che se c'erano dei panini avanzati di darglieli.... Ed è stato circondato da un sacco di ragazzi che gli regalavano qualcosa....boh, non mi ricordo bene, com'è andata è andata. Ma l'unica cosa che mi ricorderò è stato il suo sorriso. Aveva un sorriso pieno. Pieno di felicità, di gioia, a vedere tutti questi ragazzi che lo avevano "assalito" per dargli del cibo. Quando tutti avevano finito l'ho visto con tutti quei sacchetti in mano e ho pensato:"Cavolo, ora avrà da mangiare per un bel po' ". E niente questa è stata una cosa che mi ha colpito veramente perché non me lo sarei mai aspettato...
Poi un'altra cosa che però diciamo che è molto più corta... È stata quando Elena ci aveva raccontato di quando ha incontrato il papa. E la cosa che mi aveva colpito era la sua faccia, la sua espressione. Aveva gli occhi tutti sorridenti e il sorriso che era... Wow... Da quello... Solo da quello ho capito che era una ragazza speciale e infatti credo che sarà così. Comunque di Roma mi era piaciuto tutto. È stata una bellissima esperienza.
E. Genova

Mi aspetto qualcosa... un miracolo

Le mie aspettative verso le vacanze e la vita intera?

Verso la vacanza non ne ho perché, come dice uno famoso, "Beato l'uomo che non si aspetta nulla perché non rimarrà mai deluso". 

Aspettative verso la vita, anche se in teoria sarebbe meglio non averle, ne ho solo una: un miracolo. (...)

Non so se questa mia convinzione possa essere vera, possa avverarsi... Ma il mio miracolo sono quasi certa che mi si sia già avverato... Non riesco a capire qual è...
Forse non ho abbastanza esperienze da distinguere in modo chiaro varie situazioni, varie cose, vari sentimenti, per questo come potrei distinguere tra tutto un miracolo?
Papà dice che l'unico miracolo è quello della VITA. Se a noi capitassero 2 miracoli? A tutti probabilmente è capitato, sta capitando o capiterà qualcosa di quasi inspiegabile... Penso, ma non ne ho la certezza.
Virginia

Una bottega in casa di risposo: un gesto di carità che riempie la vita


Le medie sono una tappa particolare, non sei più un bambino e non sei diventato un adulto. Sei un adolescente ed inizi a non avere più voglia di fare niente. I genitori non ti capiscono, litighi con tutti, non vuoi uscire e sorridi poco. Eppure qua dentro, in casa di riposo, ho visto sorrisi veri, veri sul serio. E lo so che per tanti terza media significa esami e superiori, ma che ci posso fare se la mia mente continua a tornare qui, in questa bottega che improvvisamente è divenuto qualcosa di più? È il terzo anno che vengo, oggi capisco che ho raccolto molto di più di quello che ho seminato: ogni sorriso, battito di mani, ritmo di musica mi hanno fatto crescere. 
Ho versato lacrime per quella signora che, il giorno dopo l'ultimo nostro incontro, ha esalato il suo ultimo respiro.
I giovani spesso pensano che gli anziani siano oggetti da buttare, ma senza di essi noi saremmo una scarpa nuova, tuttavia (...) priva di contenuto.
E. Bolzano

e gli altri?

In questi tre giorni a Roma insieme ai cavalieri ho sperimentato la preferenza di Gesù verso di me... Sopratutto la preferenza per avermi fatto incontrare degli amici che mi hanno aperto gli occhi davanti alla bellezza. In questi giorni è accaduto molte volte, quando cantavamo, quando siamo entrati nella cappella Sistina, e quando abbiamo incontrato Papa Benedetto e Papa Francesco. 

Sono stati momenti indimenticabili ma che hanno portato una domanda insistente, non riuscivo a non pensare a tutti quegli amici che non avevano ancora incontrato questo sguardo di preferenza verso di loro e come è possibile aiutarli e rendere possibile anche per loro subito quello stesso sguardo di preferenza. Questi pensieri sono rimasti sempre nella mia testa e non si toglievano... finchè ho chiesto aiuto a una persona che ci ha accompagnato e poteva e può sostenermi in questo cammino ed suggerirmi una strada.
Grazie a lui ho capito che tutti sono guardati con lo stesso sguardo ma non tutti l’hanno ancora guardato … io mi ritengo fortunata ad averlo cercato e sto provando a trovarlo in ogni cosa …
Grazie a questa persona e a tutti gli altri amici che si sono impegnanti per far sì che questi tre giorni siano stati così belli... e grazie a loro cantando e vedendo le cose con uno sguardo diverso mi sono accorta della Sua preferenza verso di me...
B.  - La Banda

Ricominciare!

verso l’inizio dell’anno scorso ho cominciato a stare male per vari motivi: ero stanca, litigavo con i miei fratelli, i miei amici mi abbandonavano, alcuni mi prendevano in giro, altri addirittura mi insultavano.
Ho cominciato a sentirmi inadatta, a pensare di non essere all’altezza degli altri; pensavo che se non mi volevano la colpa era mia, perché ero brutta, non facevo ridere, non ero simpatica, studiavo troppo… Ho cominciato a dare tutte le colpe a me fino a credere che la causa dei problemi fossi io. Ho finito per dare ragione agli altri e farmi male anch’io, con le parole e con i gesti. Insomma, ogni dannata cosa era colpa mia e andavo punita per questo. Gli altri avevano ragione ad andarsene da me, a scappare.
È stato così fino a quando non sono venuta quest’estate alla vacanzina. In realtà non volevo andare ma poi ho pensato che magari avrei incontrato nuove persone, persone che mi avrebbero accettata e che mi avrebbero voluta bene. Volevo ricominciare e, straordinariamente, è stato così, e non solo. Grazie ai canti, alle passeggiate, alle messe, ai giochi, a tutti sorrisi vostri, alle cene, alla musica classica, al setaccio, a voi… sono rinata, in un certo senso risorta. Io in mezzo a voi ho incontrato Dio. Grazie a voi ho capito che Dio è in tutte quelle persone che vogliono accoglierlo e che in quel momento sono pronte a farlo. Sapessi quante volte ho parlato o mangiato con lui, quante volte l’ho abbracciato e quante volte mi ha sorriso, guardandomi con quello sguardo di cui parlano i racconti del vangelo.
Da quando l’ho, alla fine, conosciuto e incontrato mi sono resa conto che Dio c’era sempre stato e io non l’avevo voluto vedere. Ma è davvero stupendo potersi accorgere della sua presenza.
Voi mi avete aiutata a rialzarmi e mi avete aperto gli occhi…

F. - Roma

Una chiamata.

Mi piace far parte degli amici di Edimar perché i professori mi guardano come se fossi unica, come se io fossi importante. E questo non accade solo con me, ma con tutti i miei altri compagni. I professori guardano, ascoltano e si interessano ad ognuno di noi, proprio come Gesù. In questi tre anni ho imparato a relazionarmi meglio con i miei compagni e soprattutto ho imparato a non limitarmi a vedere le cose in apparenza, quindi a non giudicare le persone troppo in fretta. Gli amici di Edimar mi hanno fatto conoscere persone, (...) che mi hanno aiutato moltissimo durante il mio cammino. Quando ho ricevuto l’invito non capivo ancora bene cosa fosse ma poi me ne sono resa conto: era una chiamata di Gesù per me.

B.     Rozzano

Scrigno vacanze 2016

Cosa ha pensato Gesù per me?

Da questa vacanza spero di capire cosa Gesù ha pensato per me e il mio futuro.
Un altro cosa che spero di scoprire e' la vera felicità, cioè già la scorsa vacanza mi è stata utile per sapere come diventarlo ma non sono riuscito a scoprirla personalmente o per lo meno più di qualche giorno.

Il momento più importante di quest'anno per me è stato l'incontro con il papa a Roma perché, oltre ad averlo quasi salutato di persona, ho capito che questa compagnia e' veramente grande ed è grande coLui che la guida, facendo diventare grandi coloro che Lo seguono.
Giacomo

Il Battesimo

Io ho sempre sentito dire da altri la frase: “mi sento guardata da Cristo” che è bellissima, però l’ho sempre sentita astratta, non mi è mai bastata! Ho pensato servisse qualcosa di più concreto, come delle persone, uno sguardo in cui Cristo si manifesta.
Appena arrivata a Forlì, mi sono iscritta alla nave e ho iniziato a frequentare la compagnia del Graal dove ho conosciuto Massimo. Prima della partenza per la promessa a Roma, Massimo rivolgendosi a tutti disse: “al ritorno Margot ci dirà se Gesù l’ha presa a braccetto!”. E lì per lì io non avevo ben capito come potessi sentirmi presa a braccetto da Cristo, però ogni mattina anche a distanza di alcuni anni continuavo a pormi questa domanda!
Poi mi sono resa conto che Gesù non solo mi aveva preso a braccetto, ma era nel mio cuore e sul volto delle persone che amavo, dei miei amici, quindi Cristo io lo vivo nelle persone e non è per niente astratto!
La compagnia in cui vedo Cristo è l’abbraccio che mi salva anche quando mi sento tremendamente soffocare. E’ non essere abbandonata anche quando tu hai abbandonato, il non essere traditi anche quando tu hai tradito per prima! Perché da quando ho scoperto Cristo la mia vita è diversa, è più vera, più piena, più bella e per questo ho deciso di chiedere il battesimo. 

M.   -   Forlì 

Il perdono

(...) Io mi sono andato a scusare con loro e loro mi hanno entrambi perdonato. Sono rimasti stupiti, quando mi sono inginocchiato di fronte a loro. Mentre gli chiedevo scusa, mi sono vergognato, sono diventato rosso in viso, ma sapevo di fare la cosa giusta. Ho capito, che quando hai un grosso peso nel cuore, bisogna chiedere scusa, anche se non te lo dice la prof. Bisogna farsi coraggio, non vergognarsi, fare un grosso respiro e cercare di parlare con l’altra persona per chiarire la situazione. Tutto questo mi fa pensare a quando mi confesso in Chiesa e chiedo scusa a Gesù.
D.P. 11 anni

cos'hai?

Sabato, Papa emerito Benedetto ci ha appena lasciati e abbiamo alcuni momenti liberi.
L’esperienza con Benedetto mi è piaciuta moltissimo ma sono abbastanza deluso per non averlo visto da vicino o addirittura toccato, come alcuni miei amici mi hanno appena raccontato.
Don Marcello, forse vedendomi un po’ mogio in mezzo all’euforia generale viene da me, mi guarda e mi dice: “Ehi, ma cos’hai? Ti è piaciuto?”. Non mi lascia neanche il tempo di reagire che è già andato.
Mi resta però il tempo per riflettere.
Con quello sguardo, quel “ma cos’hai?” mi sono sentito preferito.
Che poi, veramente, che bisogno dovrei avere di stringergli la mano? Non voglio dire che è una cosa negativa, anzi, poter vedere così da vicino una persona così importante ti può far provare una vicinanza a Gesù fortissima, ma se di quei pochi minuti mi ricordassi solo della stretta di mano, sarebbe stato un incontro vano.
Quello che credo debba rimanere da un’esperienza così sono le parole che ci ha detto, che siamo in un’età della vita importantissima dove decidere se seguire veramente Gesù oppure se voltare le spalle alla sua chiamata.
Quindi senza il Don che mi avesse richiamato probabilmente di quel pomeriggio mi sarei ricordato solo la delusione di aver visto Francesco da lontano e di non avere stretto la mano a Benedetto, mentre entrambi ci avevano detto cose bellissime. Con quel “Ehi, ma cos’hai” mi sono sentito preferito da Gesù.
G. - La Banda

Per quale motivo esisto?

Un fatto che ha cambiato il mio modo di stare con gli altri è successo una mattina a scuola. Ero seduta sul banco e mi annoiavo, allora pensai e mi chiesi: “ma ognuno di noi per quale motivo esiste?” Mi risposi da sola: “forse perché, come il motore delle macchine ha il compito di farle muovere, noi siamo il motore che fa muovere il mondo, ma non tutto, un piccolo pezzo, che magari non si vede, ma serve”. Quando sono uscita dalla classe, mi sentivo molto più importante di quello che pensavo di essere prima: infatti ora in classe parlo con tutti e non mi vergogno, a parte con qualcuno. Prima che capitasse tutto questo, non avrei mai pensato di poter aprirmi con tutti.
S.I. 11 anni

La finale.

Durante la finale di pallavolo, una mia amica era sempre restata in panchina. Era triste, aveva lo sguardo rivolto a terra e le dita intrecciate. Mentre stavo caricando il destro per schiacciare, ho sentito come se mi parlasse il mio cuore e mi dicesse: “fai finta di farti male, tanto tu hai giocato quasi tutte le partite e lei è sempre stata lì in panchina ad annoiarsi. Ti ha sempre sostenuta e appoggiata!”. Alla seconda schiacciata, dopo il salto, sono atterrata e ho fatto finta di cadere, fingendo una storta. Mentre stavo uscendo, camminando come un bambino che fa i primi passi, le ho fatto l’occhiolino, come per dirle: “ce la farai!”.
M.O. 11 anni

Voglio "essere" la vacanza


Cara S.,
nel corso dell'anno posso dire serenamente di essermi sentito molte volte felice, non solamente gasato, ma proprio pieno di consapevolezza che ciò che mi è e mi sarà offerto nella vita è un grandissimo Dono, per il quale sono immensamente grato.
Per questo voglio ringraziare il Signore, ma anche te e la Compagnia tutta dei cavalieri perché quasi tutti gli incontri a cui ho partecipato durante l'anno, corrispondono ai veri momenti di felicità che probabilmente compongono insieme l'esperienza che di più mi ha fatto maturare,oltre che ovviamente alla festa di carnevale.
Questo perché ad ogni incontro mi sono riconosciuto parte di una vera orchestra, dove ognuno di noi suona assieme, citando l'argomento della vacanza passata.
Per quanto riguarda la vacanza l'unica aspettativa che ho è che voglio viverla, voglio, insieme agli altri Cavalieri, essere la vacanza. E credo che questo valga anche per tutta la vita che ho davanti a me.
Pietro

Perchè?

In questi ultimi mesi sono successi alcuni fatti rilevanti nella mia classe che hanno lasciato i miei compagni e me molto sconvolti e rattristati. Ad una mia compagna di classe è morto il papà di infarto improvviso durante la notte. 
Un mio compagno, il mio vicino di banco, è stato più di tutti sconvolto da questo fatto. Il giorno dopo l’accaduto mi ha confidato un suo pensiero che secondo me non poteva più tenere per sé. La cosa che mi ha stupito, oltre al suo pensiero profondo è stata che quel pensiero l’avesse formulato proprio lui che non è credente. Lui mi ha detto – Ma secondo te perché accadono questi fatti? Perché Dio che dovrebbe far felici tutti, poi fa succedere queste cose? Ecco perché io non credo , perché non riesco a capire il perché? A queste domande io sono rimasto scandalizzato perché le diceva con una tale facilità che sembrava che quello che diceva non avesse valore: mi ha colto completamente alla sprovvista.
All’inizio non sapevo cosa dire, ma ad un certo punto ho pensato che tutte quelle domande potevano avere una risposta solo con un cammino che lui poteva fare, ma ho capito che questo cammino devo farlo anch’io perché mi sono accorto che non riuscivo a rispondere a quelle domande. Così gli ho detto - Io non riesco a rispondere a tutti i tuoi “perché” anche perché non sono domande da poco. Anch’io però ripenserò a queste domande per cercare una risposta, ma credo che dovresti cercarla anche tu. Un mio consiglio è di intraprendere un cammino per riuscire a trovare delle risposte e, per me, questo cammino può essere l’esperienza dei Cavalieri.
Paolo

Vince il sussurro del cuore.

Ero indecisa se aiutare la mamma o riposarmi, in modo da far passare il mal di testa. Mi sentivo il cuore battere forte, sono entrata dentro di me e l’ho visto sorridente, con uno sguardo saggio e inaspettato, sussurrarmi: “aiuta la tua cara mamma! Lei ti aiuta in ogni situazione!”. Ma il mio istinto mi confondeva, forte e pronto in ogni momento. Con voce convincente e sicura disse: ”macché! Ce la farà da sola! Riposati che ne hai bisogno!”. Il mio sguardo iniziò a guardare avanti nel tempo, in quel futuro in cui la mamma avrebbe finito di preparare tutto da sola, con la faccia stanca, più tardi del solito. L’arbitro improvvisamente fischiò: tirai e centrai la porta. Gol! Avevo deciso: l’avrei aiutata. Vinse la partita il sussurro del cuore.
M.S. 11 anni, Marche

E' questo quello che voglio?


Ciao S.,

la fase in cui sono maggiormente "maturato" è stata durante l'inverno, specialmente durante il periodo in prossimità delle pagelle. infatti i miei genitori si lamentavano che non facevo niente e non avevano tutti i torti perché mi impegnavo davvero poco, ma, io ritenevo di fare il giusto. Quindi mi misero in punizione togliendomi la maggior parte dei miei averi e io non mi feci problemi.

Poi accadde che, in seguito ad un colloquio con la professoressa di lettere che fece un bel discorso a mia sorella, in cui diceva che se continuavo così forse non venivo ammesso all'esame, mi feci delle domande della serie: è questo quello che voglio?...  Da questa esperienza ho cercato innanzitutto di migliorare nella scuola, durante il miglioramento ho avuto bisogno di ripetizioni e ho pensato che non potrò aver sempre una persona che mi aiuti nelle CAVOLATE che faccio, l'ho notato specialmente oggi che ho  avuto l'esame orale non avevo nessuno che potesse aiutarmi e parare le cavolate che avrei potuto dire (non le ho dette per fortuna). Penso che quest'anno mi abbia cambiato in vari aspetti specialmente il modo di parlare e il modo di ragionare.

Leonardo

ne avevo bisogno.

Bhe allora Mara....quello che mi è piaciuto di Roma è stata...tutto. L'incontro con il Papa è stato stupendo...un'altra cosa che mi è piaciuta molto è quella di Nicolai e quando Gio l'ha chiamato "Amico"; perchè molti disprezzano la gente diversa da noi e che non ha quel che abbiamo noi...ma Gio ci ha fatto capire che non bisogna essere cosi perchè ognuno di noi ha un cuore e in questo siamo tutti fratelli e molto bello è stato anche quando ognuno di noi gli ha dato qualcosa nonostante non fosse obbligato.

Un'altra cosa che mi è piaciuta è stato... bhe quando mi sono sentita male perchè ogni cavaliere anche che non conoscevo si è interessato di chiedermi come stavo e anche quando mi sono alzata volenterosa per fare la promessa per far si che quel "eccomi" fosse davvero un "ci sono". Questa esperienza mi ha insegnato molto e ho visto aspetti della vita molto belli e ho conosciuto anche persone che non posso e non voglio dimenticare mai.Grazie di tutto davvero,ne avevo bisogno
...., Bordighera

Aslan.

Tratto da Le Cronache di Narnia:
"-Aslan, per favore - insistette Lucy- prima di andare, vuoi dirci quando torneremo a Narnia? Per favore... fai che succeda presto, ti prego.
- Carissima Lucy - rispose Aslan con gentilezza -  tu e i tuoi fratelli non farete più ritorno a Narnia.
- Oh, no, Aslan! - esclamarono contemporaneamente Edmund e Lucy, con voce affranta.
-  Ormai siete troppo grandi - spiegò il leone. - E' venuto il momento di avvicinarvi al vostro mondo.
- Sai, non è tanto per Narnia - singhiozzò Lucy. - E' per te! Laggiù non ti vedremo più... come potremo farne a meno?
- Sì che mi incontrerai, amica mia - disse Aslan.
- Siete... siete anche nel nostro mondo, signore? - chiese Edmund.
- Sì - spiegò Aslan. - Solo che laggiù ho un altro nome e dovrete imparare a conoscermi con quello. E' questo il motivo per cui siete stati mandati a Narnia: adesso sapete qualcosa di me, anche se non molto. Vi sarà più facile riconoscermi nel vostro mondo".
Salve prof. le ho inviato questo pezzo di Le Cronache di Narnia, Il Viaggio del Veliero, perché leggendolo mi sono ritrovata: mi sento come Lucy ed Edmund, ho paura, non voglio che i Cercatori finiscano perchè è la cosa che aspetto di più ogni settimana, ai Cercatori posso essere me stessa senza timore, e credo di aver, qui, incontrato Aslan, e che quello che mi sta dicendo sia proprio di non preoccuparmi, che Lui è ovunque e che questa esperienza dei Cercatori me l'abbia donata perché io Lo trovassi in tutto quello che mi capiterà in futuro, poiché qui io ho trovato Gesù. Mentre leggevo la frase finale di Aslan sono scoppiata a piangere, non ho ancora capito perché, ma ho continuato a piangere come una fontana per 5 minuti.

Spero che mi aiuti a capire, Maria.  

cosa mi rende felice?

Buon giorno, Sono Claudia. Mi colpisce sempre nella preghiera che diciamo ai Cercatori d'Oro il punto in cui dice:"perché la mia vita si compia", ma prima non capivo pienamente cosa significasse. Poi un prete da poco vescovo, don Adelio Dell'Oro, mi ha chiesto se sapevo già cosa fare alle superiori e io gli ho risposto che ci stavo pensando. Lui mi ha detto:"Vedi, io ho deciso di fare il prete quando ho visto un altro prete felice e io volevo essere come lui nella mia vita. Tu devi pensare a cosa ti rende felice e dove Gesù ha riservato il posto per te nel mondo". Penso che queste parole spiegano bene cosa significano i versi della preghiera. La mia vita si compia come dice Gesù e io sia sempre felice. Anche il prete che c'era a Excalibur diceva che se tu sei felice vuol dire che lì c'è Gesù. Quindi per scegliere la scuola superiore  devo sempre tenere a mente questo:"cosa mi rende felice?". 
Arrivederci e le auguro buone vacanze
Claudia