Cavalieri

COME  E’ STRUTTURATA ORA L’ESPERIENZA DEI CAVALIERI

Il Metodo


Abbiamo preso sul serio il metodo educativo indicato da don Giussani quando dice che il metodo è quello di Giovanni e Andrea. Per questo ci diciamo sempre che i Cavalieri sono la risposta ad una risposta: nascono da un’esigenza dell’adulto - solitamente insegnante ma non solo - che vive e quindi si pone di fronte al ragazzo. Quando nasce la risposta (“Maestro dove abiti?”), l’adulto corrisponde (“Venite e vedete!”) e nasce il gruppo.

        →   per questo si formano piccoli gruppi, guidati dall’adulto

La proposta, quindi, è l’adulto stesso, pieno di quello che ha incontrato, che risponde alla realtà di quei ragazzi che in quel momento il Signore gli dona.  Difficilmente si può convincere un ragazzo a impegnare la propria libertà se non in qualcosa che vede essere una attrattiva per l'adulto.
Non c’è quindi un itinerario già prestabilito, una dottrina discussa,  ma un’implicazione con la vita di tutti giorni giudicata alla luce dell'avvenimento Cristiano. Prendere sul serio e dar credito a quello che i ragazzi vivono, sentire stimato il proprio modo di essere, i propri tentativi e desideri: questo è ciò che li stupisce e affascina. La forma è in funzione di questo, si può cambiare e adattare.

La proposta implica sempre un sacrificio per l'adulto oltre che per i ragazzi: occorre piegare la propria istintività a qualcUno che si segue insieme: la proposta non è una cosa che facciamo noi.

In un dialogo con don Marcello, Carron ci ha dato come consegna: “ogni cosa che fate provochi la libertà dei ragazzi”. Questo ci interroga in continuazione, perché la tentazione di identificare la proposta con un’organizzazione è sempre in agguato.
Il gesto
Nel nostro cammino un passo decisivo è stato scoprire l’importanza del gesto: per non correre il pericolo di “vaccinare” i ragazzi occorre che la parola descriva un’esperienza fatta.
Il gesto (dal latino gerere) porta un significato. Non si comunica un significato ai ragazzi perché glielo si spiega ma perché uno è introdotto attraverso una esperienza vissuta e verificata di come questo significato si cala nella vita. Altrimenti anche se dicono di sì non capiscono.
Si conosce veramente solo ciò di cui si fa esperienza, attraverso il gesto i ragazzi sono introdotti a cogliere qual è il valore che resta, la forma è in funzione di questo.

Nel tempo si sono identificati alcuni gesti fondamentali.
L'incontro periodico
L’unica cosa che vogliamo far capire ai ragazzi è che la vita è bella e che Gesù vuol loro bene. Per questo il ritrovo vuol essere un paradigma della vita. Si fanno insieme le cose di tutti i giorni, tentando di capire come seguendo Gesù tutto cambia.
questo definisce la struttura dell’incontro, tendenzialmente settimanale, (a volte quindicinale)
pranzo, merenda o cena insieme.
Gioco insieme
momento di lavoro (studio, o allestimento di opere teatrali o concerti a seconda del gruppo)
momento di dialogo, in cui si giudica cosa sta succedendo a loro, nella scuola, nel mondo, confrontandolo con quanto hanno vissuto gli Apostoli (il Vangelo) o un Santo che quell'anno si tiene come riferimento.
 
Le vacanze
Durante l'anno i vari gruppi, spesso riuniti per “gemellaggi” (i gruppi che si uniscono nello svolgimento di alcuni gesti, a partire dall'amicizia tra alcuni adulti), condividono alcuni giorni insieme. Specialmente durante l'estate si fanno vacanze di 5-6 giorni in luoghi di montagna.
Ogni giorno c'è un gesto proposto (gita, giocone sul tema della vacanza, festa pubblica, pranzo fatto dai ragazzi, ecc....) e alla sera, divisi in gruppetti, si coglie insieme il valore di ciò che si è vissuto.
In questo frangente si seguono dei libretti che accompagnano la preghiera e la proposta della giornata (vedi un esempio allegato). Normalmente si introduce la vita di un santo e ci si paragona con essa.
La parte finale del libretto, chiamata Scrigno, è una raccolta di lettere e testimonianze da cui si attinge per esemplificare quanto si sta dicendo.
Caritativa
Ai ragazzi viene proposto un gesto di caritativa (alcuni vanno dai vecchietti, altri sostengono le adozioni a distanza, moltissimi partecipano alla Colletta Alimentare e al Donacibo) per imparare a condividere l'esistenza di tutti a partire dalle persone più bisognose. E' un modo per capire cosa significa amare veramente, in un mondo che lancia messaggi confusi e contradditori.
La Promessa
Nella vita del "Graal" un gesto particolarmente importante è quello della Promessa.
In un metodo educativo che va dall'implicito all'esplicito, potremmo dire che questo gesto è quello in cui più di ogni altro si esplicita il motivo per cui esiste il “Graal”.
La nostra esperienza, che è nata con il gruppo del Sacro Cuore "i cercatori del Graal" si è riferita al contesto medievale, cioè a una mentalità in cui l’ideale faceva grande l’uomo e la sua storia. Un tempo in cui Dio era tenuto presente in tutti gli aspetti della vita, dagli avvenimenti più importanti ai fatti più normali e quotidiani.
Ci si immedesima al rito con cui un cadetto diventava cavaliere nel medioevo: dopo una veglia di preghiera, si affidava ad un santo, e al mattino veniva investito cavaliere e si impegnava così a svolgere il suo compito di difesa della fede e della dignità della persona seguendo la regola dei cavalieri.

Il significato di questo gesto è tuttavia molto più profondo: si tratta di rendersi conto dell'origine del motivo per il gruppo di cui si fa parte esiste: Don Giorgio diceva che " Il Graal è un’analogia della Fraternità, è più adatto a dei ragazzi. Non aggiunge niente in termini di cose da fare, ma non è uguale a niente, tant'è che suscita problemi e responsabilizza."
Si tratta dunque di rendersi conto, in una forma adeguata ai ragazzi, che attraverso l'incontro con quel gruppo di amici si è stati chiamati da Gesù stesso, ed è a Lui che bisogna rispondere.
Quella chiamata però ha origini ancora più lontane: ognuno di noi è stato scelto attraverso il battesimo, che ha cambiato la nostra ontologia. Quel sacramento è come un tesoro nascosto, che ci siamo dimenticati di avere, che solitamente viene dato per scontato. . "La promessa non aggiunge nulla al battesimo, ma il decidere di farla mi fa rendere di più conto di chi è Gesù per me" (Don Giorgio)
Il primo scopo che ha il gesto della promessa è di far prendere coscienza di essere già stati scelti da Cristo nel battesimo, e quindi di rendersi conto che l'appartenenza al "Graal" fa parte di quella preferenza che Cristo ha avuto nei nostri confronti. "La promessa è l’impegno che il ragazzo prende di seguire la sua strada ed il valore ontologico che la sostiene è il battesimo. Non c’è bisogno di altro perché i cristiani sono già i cavalieri di Cristo: i monaci entravano in convento in forza del battesimo." (Don Giorgio).

Potremmo dire che la Promessa è la promessa che Cristo fa ad ognuno: "ti prometto che, se mi seguirai attraverso la compagnia che ti ho donato, la tua vita si realizzerà."

Questa chiamata di Cristo è per un compito "L'idea di compito è l'idea della persona. Non è il dovere. Il compito non è neanche la testimonianza. E' la realizzazione della vita come felicità.
La testimonianza è la risultanza del cambiamento che in te avviene. La testimonianza è il legame tra la redenzione di te e il tuo contributo al mondo." (Don Giorgio)

Regola
Si capisce così il significato della Regola: non è un dovere che si aggiunge perché dopo la promessa i cavalieri devono "fare i bravi", ma è ciò che permette il raggiungimento di quel compito, la realizzazione della vita come felicità.
Recitare ogni giorno l'Angelus e la preghiera del cavaliere
condividere bisogni dei propri amici
essere testimoni nel mondo di quello che si è incontrato

Il santo protettore
Che la vita si realizzi è una Grazia, che richiede la nostra libertà. Nella storia ci sono stati uomini e donne che aderendo Cristo hanno realizzato totalmente la propria vita. Sono i santi.
Il Santo è un uomo vero perché aderisce a Dio e quindi all'ideale per cui è stato costruito il suo cuore e di cui è costituito il suo destino. Il Santo è colui che cerca la realizzazione di tutta la sua persona, qualcosa che unifichi tutte le sue esigenze.
Per questo si chiede ad ogni ragazzo di scegliere un Santo protettore, che diventi per lui modello e sostegno.

La lettera
La promessa è un gesto libero, che richiede solo il sincero desiderio del ragazzo "Basta che i ragazzi lo desiderino, anche se sono delinquenti. É il desiderio che conta, non il merito. Siccome non sei buono e ti sembra che se fai la promessa sei più aiutato, falla. Così è per la Fraternità, se lo desideri, entra." (Don Giorgio).
Proprio perché è un gesto libero, si chiede al ragazzo di domandare la partecipazione con una Lettera scritta al proprio responsabile. Se uno desidera prendere sul serio la pro-vocazione che Cristo è per la sua vita attraverso la compagnia che ha incontrato, domanderà di partecipare e ne darà le ragioni. Occorre che la lettera non sia solamente una "iscrizione", e neanche un esame, in cui dire ciò che si pensa faccia piacere al proprio responsabile, ma sia la possibilità di rendersi conto dei passi che si sono fatti. Per questo va presa molto sul serio, perché spesso attraverso quelle lettere i ragazzi sfidano e gridano.


Il gesto deve essere curato nei minimi particolari per tutti i giorni in cui si è via in modo che sia evidente l'ideale che vogliamo affermare. Tutto quello che si fa, deve richiamare alla Promessa. "anche l’ambientazione è importante perché permette di fare vedere ai ragazzi che ci sono stati dei momenti nella storia in cui appartenere totalmente a Cristo era la normalità della vita." (Don Giorgio)

La Preghiera
Se il fulcro di tutto ciò che noi proponiamo è che i ragazzi facciano esperienza che con Gesù la vita è più bella, la preghiera va intesa come tentativo di vivere l'esortazione di Gesù a “pregare sempre" (cfr Lc 18,1. 21,36). La preghiera è cioè un certo sguardo sulla realtà.
Preghiera del Cavaliere
Tutti i ragazzi, facendo la promessa, decidono di dire ogni giorno l'Angelus, che ricorda che Cristo è presente nella loro vita, e la preghiera del Cavaliere, che li spinge a rispondere offrendo se stessi a questa presenza.

CONSACRAZIONE A CRISTO, RE DELL’UNIVERSO
Gesù, mio Signore e mio Re, che ti sei degnato di versare
il tuo sangue per la mia salvezza, guida i miei passi verso di te che sei la Via, la Verità e la Vita. Dammi un’intelligenza assetata di verità, un braccio forte per difenderla, un cuore coraggioso per testimoniarla. Offro a te tutto me stesso, lo studio e il gioco, le parole e il silenzio, il pianto e la gioia, seguendo la compagnia che Tu mi hai dato
come segno della tua presenza, perché la mia vita si compia e il mondo ti riconosca. Maria, regina dei santi, sostieni la mia preghiera.
Amen

Libretto delle ore
Ai ragazzi viene proposta, attraverso un libretto, la preghiera quotidiana delle ore, adeguata alla loro età, impostata secondo un cammino settimanale che qui riportiamo.

Presentazione
Prega chi è più realista, chi considera più seriamente la sua esperienza umana, e la domanda, così espressa, è l’atto più concreto che ci sia.
Le nostre esperienze, prese sul serio, ci fanno scoprire carichi di bisogni, di problemi insoluti, di dolore: tutto in noi grida il bisogno di Qualcuno che ci salvi, che ci venga incontro, che ci stenda la mano dentro le vicende di ogni giorno, belle e brutte che siano, perché il bene sembra durare poco e il male sempre incombe.
Chi può darci la stabilità, la certezza, la sicurezza di una vittoria sempre possibile anche in mezzo alle traversie della vita?
Ecco cos’è la preghiera: il grido del nostro cuore a Colui che l’ha fatto perché porti a compimento la promessa di felicità, di pienezza che ha messo in ciascuno di noi. E’ Dio che ha fatto il nostro cuore traboccante di desideri, è Lui solo che li può portare a compimento.
Gesù stesso ci ha detto: “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. Infatti chiunque domanda riceve, chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. E chi è tra voi quel padre che al figlio, il quale domanda un pane, dia un sasso? Oppure dia un serpente se chiede un pesce? Oppure uno scorpione se chiede un uovo? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre che è nei cieli darà lo Spirito Santo a coloro che glielo domandano”.

Il cammino della settimana

PREGHIERA DELLA DOMENICA
CRISTO E’ RISORTO,
CIOE’ E’ PRESENTE TUTTI I GIORNI,
FINO ALLA FINE DEL MONDO
I salmi della domenica sottolineano la certezza della vittoria di Cristo: la Sua resurrezione. È risorto nella “carne”, non solo dai morti! Tutta la realtà, allora, partecipa della sua vittoria sulla morte, sul male. I dubbi, le tristezze, i lamenti, gli errori e le delusioni della nostra vita non sono un ostacolo alla nostra realizzazione, perché possono essere vissuti insieme a Lui.

PREGHIERA DEL LUNEDI’
LA RESURREZIONE E’ L’INIZIO DEL CAMMINO
Come l’aurora segnala l’inizio del giorno e il seme l’inizio dello sviluppo della pianta, così il lunedì rappresenta l’inizio del cammino.
Le circostanze del giorno sono l’itinerario che Cristo risorto -presente nella carne- ci dona, come i passi di un cammino, per farci crescere in questa vita.

PREGHIERA DEL MARTEDI’
NON C’È CAMMINO SENZA PROVA
Il cammino è una prova: "Chi crede di stare in piedi guardi di non cadere".
La prova non è un ostacolo, ma una correzione, una sollecitazione a diventare più amici di Gesù. San Paolo dice: “Il Signore corregge colui che egli ama e sferza chiunque riconosce come figlio”. La prova diventa obiezione quando ci dimentichiamo che è il modo misterioso con cui la Sua presenza ci accompagna, ci sostiene, ci perdona.

PREGHIERA DEL MERCOLEDI’
IL DESIDERIO DELLA META CI METTE INSIEME:
LA’ DOV’E’ IL TUO TESORO, LA’ E’ IL TUO CUORE
Giovanni e Andrea, quel giorno, spinti da curiosità e desiderio di pienezza di vita, andarono insieme a conoscere Giovanni Battista e quando incontrarono Gesù si resero conto che quell’uomo era l’unico che corrispondeva pienamente alle loro esigenze.
Così anche noi, oggi, chiediamo di incontrarlo nella Sua compagnia: la Chiesa.

PREGHIERA DEL GIOVEDI’
IL NOSTRO CAMMINO DIVENTA TESTIMONIANZA
DI FRONTE AL MONDO

La gloria di Cristo è l’uomo che vive!”. La presenza di Gesù nella nostra vita non si manifesta solo nella devozione a Lui, ma soprattutto nella pienezza della nostra esperienza: il “centuplo quaggiù”.
Allora la testimonianza non è ciò che faccio per gli altri, ma è il modo con cui tengo presente Gesù nelle circostanze della giornata, cioè il mio cambiamento.
Come diceva Gesù, è “di fronte al mondo”, cioè di fronte a tutto e a tutti, non solo nei luoghi dove inizialmente L’ho incontrato.
“Dalla letizia del vostro volto renderò nota la mia presenza”.

PREGHIERE DEL VENERDI
CRISTO IN CROCE HA DATO LA VITA PER NOI
Non c’è amore più grande di chi dona la vita per l’amico. Gesù ci ha amato sino a dare la vita per noi, prima ancora che noi lo meritassimo, gratuitamente.
Vivere il sacrificio non è quindi rinunciare a qualcosa, ma vivere ogni cosa con Lui. Non è il sacrificio che salva, ma è l’amore a Lui sino al sacrificio, come è stata la croce per Gesù di fronte al Padre.

PREGHIERE DEL SABATO
MARIA “MADRE DEL MIO MAESTRO”
La Madonna è la prima di noi che ha riconosciuto Gesù, lo ha fatto crescere e lo ha seguito fin sotto alla croce. La sua realizzazione è consistita in un sì pronto e totale, “avvenga di me secondo la tua parola” , ripetuto ogni giorno.
Aiuti ciascuno di noi a riviverlo nelle circostanze della vita di oggi.



LAVORO CON GLI ADULTIProprio per quanto detto precedente circa il metodo educativo, che cioè al centro c'è l'esperienza di fede dell'adulto, è fondamentale la crescita in questa esperienza di fede. Quando questo viene dato per scontato, subito insorgono stanchezza e pretesa, e viene inaridita la potenza affascinante del gesto cristiano. Solo chi sta seguendo una Presenza, può indicarla ad altri.
L'origine della realtà del “Graal” è dunque una comunione profonda tra gli adulti che fanno la proposta ai cavalieri. Questa comunione è un aiuto a seguire il carisma di Comunione e Liberazione. Non ci si unisce per organizzare dei gesti, si organizza insieme perchè si è già uniti.
Si configura come un’amicizia libera in cui ci si aiuta a capire “per tentativi ironici” come seguire il carisma di don Giussani nel rapporto educativo coi ragazzi delle medie.
- Tendenzialmente gli adulti dei gruppi gemellati si ritrovano liberamente, stabilmente e di frequente per preparare i vari incontri;
- Per Milano e hinterland:incontro quindicinale di alcuni responsabili con don Marcello, durante il quale si condivide l’esperienza fatta nei gruppi e ci si aiuta a giudicarla. I ragazzi seguiti in diocesi di Milano sono circa 1.200
- Incontro bimensile con gli adulti  della Lombardia: questo incontro è rivolto a tutti coloro che a vario titolo sono implicati coi ragazzi delle medie. Vengono anche persone coinvolte in altre esperienze o per insegnanti che non riescono poi a seguire i cavalieri.
- Tre/quattro incontri all’anno con gli adulti di tutta Italia. I ragazzi seguiti in tutt'Italia sono circa 6.000.