LA SITUAZIONE

Qualcuno si prende cura di me

Ho vissuto questo momento così inedito e drammatico di isolamento forzato, come una limitazione alla mia libertà: la mia prima reazione è stata di lamento: perché non posso più uscire? Perché non posso più andare a scuola? Perché non posso più stare con le mie amiche? 

1. Che esperienza fai di libertà in queste settimane chiuso in casa?

Una preoccupazione che avevo tanto nel cuore in queste settimane era quella dei compiti. Continuavo ad essere preoccupato perché avevo tantissimi compiti da fare e ho fatto più fatica rispetto a quando andavo a scuola. Finivo di studiare sempre tardi ed ero tanto stanco. Ero arrabbiato! Ero a casa e invece di giocare tutto il tempo ero costretto a studiare e fare i compiti e mi rimaneva pochissimo tempo per giocare. Poi una sera con i miei genitori abbiamo chiamato un nostro amico che era appena uscito dall’ospedale.
La sera quando sono andato a dormire mentre dicevamo la preghiera con i miei genitori, ho fatto come il mio amico Luca!
Era stato attaccato al respiratore per 10 giorni e quando gli hanno tolto la macchinetta e ha cominciato a respirare da solo si è reso conto dell’importanza di quel respiro che ha fatto. Ha capito quanto è vero dire che la vita non dipende da noi. E nonostante la sua continua sofferenza ha cominciato a affidare a Gesù tutta la sua sofferenza.
Ho affidato tutta la mia fatica a Gesù sperando che magari possa essere utile per far guarire qualcuno. Proprio come ha fatto Gesù sulla croce che si è preso tutta la sofferenza per salvarci. Vi assicuro che le giornate seguenti sono state più leggere per me
Christian Prima media 

Gesù mi dice "amico" attraverso certi amici

Io posso dire che in questi giorni a casa ho capito che sì,  ne ho di problemi e credo che non li  risolverò mai, però  questi sono giorni in cui capisco che la vita è meravigliosa e quando esco in balcone e vedo il cielo e le stelle, respiro, mi scende una lacrima sul viso  perché vorrei tanto rimediare a tutto  il  tempo perso a lamentarmi di come fosse brutta la vita.

Mi sono ricordata i primi giorni appena tornata dalla vacanza di 5 giorni che grondavo di lacrime perché è talmente bello poter parlare con gli amici di Dio! e in questi giorni, in cui sto faticando a chiamare persone e affrontare argomenti veri e a farmi vedere faccia a faccia con persone, stavo per smettere per un po' di tempo a frequentare chiamate con l'amistad, poi però mio papà mi ha chiesto cosa volessi davvero ed io volevo e voglio tutt'ora i miei amici, volevo dire in qualsiasi maniera a Dio che l'amicizia dell'amistad, la compagnia che noi cavalieri siamo è così bella perché lui è fra noi, lui è nostro amico!

LE LETTERE DEL GESTO DI PASQUA

LE MIE GIORNATE?
CHIUSO DENTRO CASA. DORMIRE, ALZARSI SENZA ORARIO, LAVARE I DENTI, MANGIARE, COLLEGARSI ALL’INTERNET PER PARLARE CON AMICI, GIOCARE, FARE I COMPITI INSIEME AI NOSTRI INSEGNANTI. POI GUARDARE LA TV, STARE CON I MIEI GENITORI E NONNA. PAPA’ RIPETE SEMPRE: STAI COMPOSTO IN TAVOLA, LA MAMMA CANTA STESSO RITORNELLO, STUDIA, STUDIA NON GIOCARE A PLAY STATION. 
DENTRO DI ME NASCE UN'ALTRA DOMANDA.
COS’E’ ESSERE LIBERO PER ME?

Un’amica questi giorni mi ha chiamata chiedendomi come stavo passando questa quarantena e se anche per me era noiosa. Riflettendo un po’ e stando in silenzio (cosa che solitamente non faccio mai anche perché non ho il tempo) mi sono accorta che ora i miei amici veri mi stanno ancora più accanto e ci aiutiamo a vicenda a superare questo periodo standoGli e standoci più vicino. Alle 18:30 per es. tutte le sere diciamo insieme la preghiera del Cavaliere. Non insieme stando nello stesso posto ma un insieme ancora più profondo perché se ognuno nella sua casa dice insieme degli amici una preghiera allo stesso momento, vuol dire che l’amicizia che ci lega non è un’amicizia dove conta l’estetica o la simpatia. No, l’amicizia che ho con questi veri amici è più profonda e mi accompagna dappertutto ovunque vada o in qualunque situazione.

Quindi: cosa posso fare io? 
Il mio posto non è in ospedale, il mio posto è a casa accanto alle persone con cui sono costretta a stare: la mia famiglia.  In queste ultime settimane ho conosciuto tanto la mia famiglia, più che nei precedenti 14 anni, il che mi fa riflettere.
La domanda mi è sorta spontanea: a casa, cosa posso fare e per chi? 
Andando a logica posso aiutare le persone che ho vicino, la mia famiglia, e solamente nel loro dolore molto poco fisico, e con la sola arma che conosco: Dio. Quindi penso che in questa quarantena, con tutta la fatica dovuta, voglio che loro vedendo me vedano che Dio c’è, sempre. 

una canzone di Lucio Dalla  che............mi fa commuovere! Pensare e vedere che sulla lavagna c'è scritto 2021 mi fa pensare che non rivedrò più in classe i miei compagni. Non posso credere che quest'anno finirà così...............io non ho detto a loro quanto gli voglio bene e quanto sono stato bene con loro. Con tutti loro, anche se con qualcuno non ho mai legato molto e anzi ho combinato dei disastri, voglio veramente a tutti loro bene! Mi mancheranno tanto!!!!!!!

Cavalieri